Non so… Non lo so più… Una volta mi ricordavo ancora com’era bello vivere sereni, oggi non sono sicuro di saperlo ancora… Il 6 dicembre 2007 è un’altra di quelle date che entra in un elenco sempre più lungo, sempre più amaro…
E’ quasi incredibile quello che succede. Siamo evoluti tecnologicamente, al punto che con un dito possiamo fare cose incredibili, operiamo persone da una parte all’altra del pianeta, comunichiamo con esseri mani nello spazio, trasmettiamo milioni di informazioni con un cavo non più grande di un dito…
E poi…
… muoriamo.
E lo facciamo nei modi più assurdi, di fame, di stenti, freddo e caldo…
…lavorando.
Sì perchè quello che è successo è una sconfitta per tutti.
Lavorare non dovrebbe mai essere accomagnato da morire, ma da crescere, creare, migliorare, progredire…
Sono triste come non mai, e ho le lacrime agli occhi al solo pensiero del tipo di morte, e degli occhi delle compagne di questi “nuovi eroi”, quando hanno scoperto cosa è successo, che chi amavi più di ogni altra cosa al mondo, adesso non c’è più.
Mi vengono i brividi a pensare che a 12 anni qualcuno mi dirà che mio padre si è consumato in un rogo, e che è morto lottando per me, perchè è quello che facciamo tutti i giorni, lottiamo per i nostri figli, per le nostre famiglie…
Non posso che disprezzare l’AVIDITA’ degli uomini che hanno reso questo possibile, scrivendo, sperando che il tam tam che da tempo scorre nel nostro paese come un drago addormentato, prima o poi si svegli…
Con il cuore in mano vorrei gridare un FORZA RAGAZZI per Rocco, Giuseppe e Rosario che stanno ancora lottando per la loro vita.
Vorrei anche salutare chi purtroppo non ce l’ha fatta:
Antonio, 36 anni
Roberto, 32 anni
Angelo, 43 anni
Bruno, 26 anni
Spero che le vostre vite non siano finite senza motivo…
Ricordo al Sig. Ministro che questi non erano BAMBOCCIONI, e che qualcuno avrebbe dovuto tutelare le loro vite.
GRAZIE RAGAZZI.
Marco